Cinque incontri in difesa della città storica

data: 
Giovedì, Novembre 9, 2017 - 17:30 to Giovedì, Dicembre 7, 2017 - 19:30

Cinque Incontri

In difesa della città storica

 

Novembre-dicembre 2017

 

a cura di Raffaele Milani

 

Laboratorio di ricerca sulle città

Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Alma Mater Studiorum-Università di Bologna

Scuola di Scienze della Formazione

 

 

Collaborazioni

Italia Nostra

Icomos Italia

 

Con l'adesione del Ser In AR (Forlì-Cesena)

 

Sala del Risorgimento

Museo Civico Archeologico

via dei Musei 8

 

Cinque Incontri

In difesa della città storica

 

1) Conferenza d'apertura

9 novembre, ore 17.30

Breve lettura a cura di Raffaele Milani

Presiede Jadranka Bentini

In difesa della città storica

Giovanni Losavio e Paolo Berdini

 

2) Le architetture

16 novembre, ore 17.30

Breve lettura a cura di Raffaele Milani

Presiede e introduce Pier Luigi Cervellati

Il valore della conservazione e del restauro

Vezio de Lucia e Francesco Erbani

 

3) Le istituzioni

23 novembre, ore 17.30

Breve lettura a cura di Raffaele Milani

Presiede e introduce Raffaele Milani

Sul bene comune e il patrimonio

Anna Marson e Elio Garzillo

 

 

 

4) Storia e memoria

30 novembre, ore 17.30

Breve lettura a cura di Raffaele Milani

Presiede e introduce Daniele Benati

L'arte della città

Paola Bonora e Ilaria Agostini

 

 

5) Immagini della città.

7 dicembre, ore 17.30

Breve lettura a cura di Raffaele Milani

Presiede e introduce Jadranka Bentini

Scrivere e dipingere sui muri

Maria Cecilia Ugolini

Intervengono Giorgio Bonsanti, Rolando Dondarini, Giulio Volpe

 

 

 

 

Ciò che è antico fa agire la bellezza in un lontano, profondo sentire la vita, le cose e la natura nelle sue varie rappresentazioni, come nei suoi manufatti e nei suoi materiali. E il sentire scaturisce da un percepire. È infatti a un universo di sensazioni, emozioni e atti che, in origine, si riferisce l'estetica. In tal modo si pone anche una certa distanza nella visione, un distacco teorico. È uno sdoppiamento che giunge sino a noi in un cammino di più di venti secoli. Quando, in Europa, parliamo di un'estetica della città vogliamo intendere che il fascino del passato, emanato dalle forme architettoniche e dalla loro disposizione nel territorio, s'unisce al giudizio su di esse, come al piacere che suscitano all' immaginazione. La nostra mente osserva con gli strumenti dell'archeologia e della storia, ma contempla i segni del mito e della cultura per affermare una visione interiore. Il desiderio di capire un mondo passato si congiunge alla sua ricostruzione ideale. Si tratta di una contemplazione attiva, perché implica uno sforzo nello studio dell'oggetto che abbiamo dinanzi: dopo la statua, la pittura, il mosaico, l'anfora, il gioiello, il dato architettonico, anche la città nel suo insieme diventa oggetto della nostra attenzione. Della città facciamo una sintesi estetica favorendo la fusione dei dati oggettivi con i dati del conoscere soggettivo: sensibilità, memoria, immaginario. Quando parliamo dei valori della conservazione relativamente alla natura e all'arte, alla cultura e alla civiltà, come beni dell'umanità, vogliamo precisare proprio questo: che esiste l'unione del sentimento e delle forme, in un incrocio dell'estetica e dell'etica, della bellezza da conservare e degli atti che la preservano. E tutto ciò è risultato di una civiltà delle istituzioni. Perché la bellezza non è qualcosa di superficiale, non è un modo per migliorare l'aspetto delle cose, è invece legata strettamente al fare umano e alle sue scelte, è elemento costitutivo della cultura e del riconoscimento collettivo.

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